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Alfabetizzazione emotiva

Le competenze socio-emotive

Le competenze socio-emotive riguardano la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle di saper instaurare relazioni positive con gli altri. Alcune tra queste abilità emergono già dai primi anni di vita, altre si sviluppano durante l’infanzia e l’adolescenza grazie soprattutto a un adeguato rapporto tra gli adulti e i soggetti in età di sviluppo, beneficiando inoltre delle esperienze con il gruppo dei pari. Davide Antognazza, docente presso il Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI, nella lettura Le competenze socio-emotive: avere a che fare con sé, avere a che fare con gli altri spiega come queste competenze siano importanti nella prevenzione e gestione di comportamenti negativi, quali il bullismo. (fonte: https://www4.ti.ch. Consultazione del 29.01.2019)

L’educazione socio-emotiva a scuola

Le emozioni e la socialità rappresentano per ogni essere umano aspetti indispensabili e funzionali al proprio benessere sia personale sia sociale. Parlare di emozioni nella scuola non significa trattare il tema dei “buoni sentimenti”, ma studiare la loro funzione nella vita scolastica quotidiana, i cui protagonisti sono gli insegnanti, gli allievi, i genitori e il loro reciproco scambio quotidiano. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento Life skills education for children and adolescence in school (1993), inserisce la capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri tra le life skills indispensabili a bambini e ragazzi per affrontare positivamente la vita quotidiana. Tale consapevolezza è riferita sia al riconoscimento delle emozioni, sia alla loro influenza sul comportamento in modo da “riuscire a gestirle in modo appropriato”. Nel periodico La Ricerca n.7/2014, Annalisa Morganti, Docente di Pedagogia della Diversità e delle Differenze, presso l’Università di Perugia, spiega come l’educazione socio-emotiva sia un processo molto importante per l’acquisizione di conoscenze, attitudini e comportamenti necessari a mettersi in relazione con gli altri e a affrontare i problemi, le pressioni e gli stress ai quali quotidianamente la vita ci sottopone. La mancanza di tali skills può causare, in particolare durante alcuni periodi dello sviluppo, l’instaurarsi di comportamenti problematici, nonché forme di stress e disagio sociale. (fonte: http://www.laricerca.loescher.it. Consultazione del 29.01.2019)

Come sviluppare l’intelligenza emotiva secondo Daniel Goleman

(in lingua inglese)

 

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Le interviste di CyberL@B

Cos’è l’intelligenza emotiva, qual’è la relazione con le dinamiche del cyberbullismo e quali sono i rischi della realtà virtuale?

 

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Il potere dell’empatia di Brené Brown

 

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Daniel Goleman. Intelligenza Sociale e Leadership

 

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Antonella D’Amico

Intelligenza emotiva e metaemotiva

Mulino, Bologna, 2018

In questo volume, Antonella D’Amico, una tra le maggiori esperte italiane sul tema dell’intelligenza emotiva e autrice di uno dei principali strumenti di misurazione dell’intelligenza emotiva (IE-ACCME), fornisce una panoramica delle principali teorie, del concetto di intelligenza metaemotiva e dei metodi per promuovere l’intelligenza emotiva sia in ambito scolastico in particolare sia in ambito sociale in generale.

Richard Davidson

La vita emotiva del cervello. Come imparare a conoscerla e a cambiarla attraverso la consapevolezza

Ponte alle Grazie, Milano, 2018

In questo libro, Richard Davidson, docente di Psicologia e Psichiatria all’ University of Wisconsin, spiega le complesse interconnessioni tra funzioni razionali ed emotive nel cervello umano: ragione e sentimento non sono polarità inconciliabili e a ciascuna corrispondono zone e funzioni cerebrali specifiche. Su queste basi l’autore ha elaborato la teoria degli stili emozionali, sei dimensioni emotive che descrivono la personalità di ognuno. Richard Davidson è ha fondato e dirige il Center for Healthy Minds.

Vanna Iori

Il sapere dei sentimenti. Fenomenologia e senso dell’esperienza

Franco Angeli, Milano, 2016

l volume comprende i contributi di Vanna Iori, Daniele Bruzzone, Elisabetta Musi, Isabella Casadio, Micaela Filippini, Alessandra Augelli. Gli autori propongono una riflessione pedagogica sulla formazione nelle professioni del lavoro sociale, sanitario ed educativo che valorizzi i vissuti personali, le emozioni e i sentimenti implicati nelle relazioni e nei gesti di cura, intesi non come ostacolo ad una professionalità distaccata e impassibile, bensì come risorsa per una crescente umanizzazione dei servizi.

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